venerdì 20 agosto 2010

Piccola Città - Guccini - Spiegazione e Analisi

Prendendo spunto dal Guccini Official Fan Forum, mi è venuta voglia di analizzare qualche canzone, non solo di Francesco, ma anche Fabrizio, Lolli, Graziani ecc. Commenti ben accetti, e non dimenticate di visitare la Fan Community ufficiale di Guccini a questo link:



Piccola Città, contenuta nell'Album: Radici (quarto album) del 1972 LP 33°

Piccola città, bastardo posto,
appena nato ti compresi o fu il fato che in tre mesi mi spinse via;
Se ricordo bene, i tre mesi erano il tempo che Francesco trascorreva mal volentieri a Modena in Estate, in attesa di tornare al Mulino,ripeto: se ricordo bene!

piccola città io ti conosco,
nebbia e fumo non so darvi il profumo del ricordo che cambia in meglio
Questo potrebbe significare che all'oblio (nebbia) e alla confusione (fumo), Francesco non sa e non vuole consegnare i fantastici ricordi che ha legati a questa città, ricordi che anzi, cambiano in meglio e migliorano giorno dopo giorno... forse per nostalgia...

ma sono qui nei pensieri le strade di ieri, e tornano
visi e dolori e stagioni, amori e mattoni che parlano...
Ancora infatti nei pensieri ci sono le strade di ieri, che ancora quando le percorre vede visi, dolori e stagioni, amori e mattoni che ancora evocano quegli splendidi ricordi

Piccola città, io poi rividi
le tue pietre sconosciute, le tue case diroccate da guerra antica;
mia nemica strana sei lontana
Probabilmente descrive semplicemente il passato di Modena che ha vissuto... Mia nemica strana invece potrebbe significare semplicemente a dei brutti ricordi che legano Modena a Francesco... dato che questa strofa si riferisce al dopoguerra...

coi peccati fra macerie e fra giochi consumati dentro al Florida:
cento finestre, un cortile, le voci, le liti e la miseria;
io, la montagna nel cuore, scoprivo l' odore del dopoguerra...
Il Florida è un locale... Il resto ci fa capire appunto, in che periodo ci troviamo...La montagna ovviamente, è Pavana


Piccola città, vetrate viola,
primi giorni della scuola, la parola ha il mesto odore di religione;
La parola è impregnata della tristezza che può dare la religione, probabilmente già da allora era questa la sensazione che Francesco provava... infatti dopo rincara la dose:

vecchie suore nere che con fede
in quelle sere avete dato a noi il senso di peccato e di espiazione:
gli occhi guardavano voi, ma sognavan gli eroi, le armi e la bilia, correva la fantasia verso la prateria, fra la via Emilia e il West...
Con che razza di fede c'avete dato il senso di peccato ed espiazione...
Gli occhi vi guardavano ma come tutti gli studenti... pensavano ad altro, la fantasia era libera, tra la Via Emilia (vecchia via che delimitava la città dai campi e dalle campagne) e il West (appunto)

Sciocca adolescenza, falsa e stupida innocenza,
continenza, vuoto mito americano di terza mano,
I dubbi dell'adolescenza... una innocenza dettata dalla vergogna, dalla voglia di essere "perfetti"... Cosa che grazie a Dio Francesco ha eliminato, diventando il nostro Francesco... quello con cui si può scherzare e bere in compagnia... "valori" che magari da adolescente disdegnava... Vuoto mito americano si potrebbe collegare ad Amerigo o anche a Canzone per Silvia... L'america è potente, il tutto il niente il bene e il male. Un' America solo illusionista...

pubertà infelice, spesso urlata a mezza voce,
a toni acuti, casti affetti denigrati, cercati invano;
Scontentezza da ragazzo... voglia di emergere e urlare: "Io Vivo!"... Voglia di emergere ed urlare che non riusciva mai a completarsi...

se penso a un giorno o a un momento ritrovo soltanto malinconia
e tutto un incubo scuro, un periodo di buio gettato via...
Ci fa capire che l'adolescenza di Francesco non era proprio un bel periodo... frustata dalla malinconia e dalla solitudine... Un periodo Buio... Dettato da quella città ormai spoglia e distrutta dal dopoguerra

Piccola città, vecchia bambina
che mi fu tanto fedele, a cui fui tanto fedele tre lunghi mesi;
Quei famosi tre mesi...

angoli di strada testimoni degli erotici miei sogni,
frustrazioni e amori a vuoto mai compresi;
Si ricollega all'infanzia e all'adolescenza... sogni erotici, scappatelle, ma anche dolore e illusioni mai comprese


dove sei ora, che fai, neghi ancora o ti dai sabato sera?
Quelle di adesso disprezzi, o invidi e singhiozzi se passano davanti a te?
Penso si riferisca ad una persona in particolare, a qualche vecchia fiamma... Fiamma persa e che ora è persa nei dubbi di Guccini, dubbi che chiedono se è ancora la stessa, cosa fa a proposito delle altre ragazze..


Piccola città, vecchi cortili,
sogni e dei primaverili, rime e fedi giovanili, bimbe ora vecchie;
Altra descrizione della città prima, e un rimando alla sua gioventù, ai suoi inizi di cantautore e alle sue fedi, o valori che dir si voglia, di quegli anni... Un pensiero anche alle bimbe (o alle Passanti per dirlo alla Faber) che ora sono andate e ormai invecchiate...


piango e non rimpiango, la tua polvere, il tuo fango, le tue vite,
le tue pietre, l'oro e il marmo, le catapecchie:
La contraddizione di una città amata ed odiata, i paesaggi apprezzati e riparo di quelle fughe giovanili e quelli più brutti dettati dalla miseria del dopoguerra...

così diversa sei adesso, io son sempre lo stesso, sempre diverso,
cerco le notti ed il fiasco, se muoio rinasco, finchè non finirà...
Ora è diversa... (come le Osterie di Bologna in: Osterie di Fuori Porta), ma lui è sempre uguale a se, come era allora, ma in continuo cambiamento, forse solo esteriore, cerca sempre come un tempo, la notte ed il suo compagno, il vino, se muore dalle delusioni oramai rinasce, adesso il suo unico scopo è "Alzarmi tardi tutti i giorni e tiro sempre a far Mattino"... tutto questo, fino a quando la parola fine non verrà... SE e QUANDO VERRA' (Gli amici...)


PS: Modena come avete capito non è una città amata, non l'ha mai amata, era sempre una via di mezzo, di transizione tra la sua amatissima Pàvana e la sua Bologna di zigomo forte... Questa canzone infatti esprime sopratutto la sua enorme rabbia e amarezza passata in questa città, meta meno ambita tra Pavana e Bologna

«Modena è per me l'esilio da Pàvana e l'attesa di Bologna. Modena è "mia nemica strana", la mia adolescenza, il periodo forse più tragico della mia vita perché nell'immediato dopoguerra le aspettative e le speranze erano tante e le possibilità di realizzarle quasi nulle.» citato in Un altro giorno è andato (vecchia Biografia di Guccini)

2 commenti:

  1. Meravigliosa nota.... http://eleboa.blogspot.com/2010/07/guccini-radici.html#links

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  2. "il fato che in tre mesi mi spinse via". Guccini racconta che lui è stato solo i primi tre mesi di vita a Modena, per poi andare a Pavana. Tornerà a Modena ormai adolescente.

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